{"id":179,"date":"2023-03-08T22:01:33","date_gmt":"2023-03-08T21:01:33","guid":{"rendered":"http:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/?page_id=179"},"modified":"2024-01-08T13:01:44","modified_gmt":"2024-01-08T12:01:44","slug":"il-territorio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/?page_id=179","title":{"rendered":"Il Territorio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il Territorio<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019area dell\u2019antica Taureana \u00e8 collocabile nel territorio in cui oggi ricade il comune di Palmi, morfologicamente identificabile con una serie di pianori coltivabili, costituiti da terrazzi marini d\u2019et\u00e0 pleistocenica, suddivisi in diversi ordini fino a raggiungere i primi aspri contrafforti aspromontani. Particolarmente visibili da Palmi nelle giornate in cui i venti spirano da nord sono l\u2019arcipelago eoliano e la costa nord-orientale della Sicilia, il cui legame artistico-commerciale con questo territorio sin dall\u2019et\u00e0 protostorica \u00e8 documentato anche dai rinvenimenti di ossidiana e dalle medesime classi ceramiche.<br \/>\nStrategica \u00e8 l\u2019ubicazione di questo territorio pressoch\u00e9 all\u2019imbocco dell\u2019area dello Stretto \u2013 nota agli antichi greci e latini come Fretum Siculum e temuta per la pericolosit\u00e0 del suo attraversamento a causa di venti e correnti incontrollabili \u2013 ubicazione che favor\u00ec il suo inserimento nei percorsi commerciali marittimi, tipici dell\u2019area mediterranea, da sempre. Ancora oggi il Portolano sconsiglia la navigazione a vela nello Stretto di Messina, perci\u00f2 \u00e8 fondamentale che i naviganti conoscano bene il gioco delle correnti, dei bastardi, dei vortici e la direzione dei venti. Storicamente quest\u2019area segnava il limite nord della chora tirrenica della colonia calcidese di Rhegion, fondata nell\u2019ultimo quarto dell\u2019VIII secolo a. C. dalla citt\u00e0 di Zancle, l\u2019odierna Messina, per il controllo dello Stretto anche sul versante calabrese.<br \/>\nEssa era contigua al centro coloniale di Metauros, fondato nel VII secolo a. C. nei pressi della foce del fiume omonimo, noto agli antichi per la pesca dei tonni. Il fiume, il cui bacino era caratterizzato da numerosi affluenti che raggiungevano il massiccio aspromontano, costituiva un\u2019importante via di navigazione grazie alla quale il collegamento con le zone interne era assicurato.<\/p>\n\n<div class=\"ngg-galleryoverview ngg-slideshow\"\n\tid=\"ngg-slideshow-8d7e9252f326d38dce5c8e03fb91502e-1088140920\"\n\tdata-gallery-id=\"8d7e9252f326d38dce5c8e03fb91502e\"\n\tstyle=\"max-width: 750px;\n\t\t\tmax-height: 500px;\n\t\t\tdisplay: none;\">\n\n\t\n\t\t<a href=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/etnicobollo\/etnicobollo.jpg\"\n\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\tdata-src=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/etnicobollo\/etnicobollo.jpg\"\n\t\t\tdata-thumbnail=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/etnicobollo\/thumbs\/thumbs_etnicobollo.jpg\"\n\t\t\tdata-image-id=\"1\"\n\t\t\tdata-title=\"etnicobollo\"\n\t\t\tdata-description=\"\"\n\t\t\tclass=\"ngg-simplelightbox\" rel=\"8d7e9252f326d38dce5c8e03fb91502e\">\n\n\t\t\t<img data-image-id='1'\n\t\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\t\talt=\"etnicobollo\"\n\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/etnicobollo\/etnicobollo.jpg\"\n\t\t\t\tstyle=\"max-height: 480px;\"\/>\n\t\t<\/a>\n\n\t\t<\/div>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Testimonianza dell\u2019appartenenza a Rheghion di quest\u2019area situata a sud del fiume Metauros \u00e8 l\u2019iscrizione in lingua greca con dedica ad Eracle reggina, incisa su una lamina bronzea \u2013 forse elemento terminale di un elmo \u2013 ritrovata casualmente nella prima met\u00e0 del secolo scorso in un appezzamento di terreno situato in localit\u00e0 Castellace di Oppido Mamertina. Un rinvenimento da ricollegare senza dubbio all\u2019esistenza di un luogo di culto finalizzato ad una chiara delimitazione dei confini del proprio territorio d\u2019influenza, da porre sotto la protezione della divinit\u00e0. Indicativa peraltro \u00e8 la sua ubicazione in un\u2019area interna, ad una ventina di chilometri dalla sommit\u00e0 del crinale aspromontano che fungeva da spartiacque tra il versante tirrenico e quello ionico.<\/p>\n<p>\u00c8 invece di difficile lettura la possibilit\u00e0 che in et\u00e0 successiva, intorno al IV secolo a. C. possa esserci stato un nuovo confine tra l\u2019area controllata dai Reggini e quella dove si stabilirono gli italici Tauriani. Sembrerebbe suggerirlo un passo di Catone che indicherebbe in un fiume, dal nome corrotto e pertanto difficilmente interpretabile, tale confine (Cato Originum Reliquae, fr. 71 PETER, ap. Probus, ed Verg. Buc., p. 326, HAGEN).<\/p>\n<p>Dalla seconda met\u00e0 del IV secolo infatti, gruppi italici, specificamente Brettii staccatisi dai Lucani, si resero politicamente autonomi e raggiunsero la Calabria meridionale, avviando cos\u00ec una loro espansione territoriale che li port\u00f2 a conquistare diversi centri italioti: Terina, Hipponion, Petelia oltre a tentare la conquista di grossi centri coloniali come ad esempio Crotone.<\/p>\n<p>\u201cLa parte restante dell\u2019italia, poi \u00e8 stretta e allungata e termina con due punte una delle quali finisce nello stretto di Sicilia, l\u2019altra a capo Iapigio, essa \u00e8 abbracciata dall\u2019Adriatico da una parte, dal mar Tirreno dall\u2019altra. La parte restante la occupano i Brettii e alcuni dei Lucani\u2026\u201d<br \/>\nStrabo, Geogr., V 1,3 C 211<\/p>\n<p>Le vicende dei Brettii e le loro alterne fortune furono in realt\u00e0 strettamente collegate agli eventi politico-militari della regione e della stessa Magna Grecia: la venuta di Alessandro il Molosso, la politica di sostegno condotta dal siracusano Agatloche nei confronti di Crotone, lo scontro del re epirota Pirro contro i Romani, il conflitto tra Cartagine e Roma. Furono alternativamente nemici o alleati prima dei centri italioti, dopo dei Romani, che nel loro esercito riservavano ruoli secondari ai Brettii, i quali per la loro agilit\u00e0 e forza fisica e per la loro abitudine ad attraversare luoghi impervi, divennero ottimi \u201ccorrieri\u201d.<br \/>\nL\u2019occupazione brettia del territorio tirrenico calabrese (zona oggi pi\u00f9 sistematicamente indagata), al di l\u00e0 di alcuni centri strutturati organicamente secondo modelli urbanistici greci, sembra caratterizzarsi per una presenza diffusa, con piccoli nuclei abitativi di tipo agricolo, dislocati su pianori e zone interne, tra loro collegati ed ubicati nei pressi delle vie di comunicazione e delle tradizionali vie di transumanze.<br \/>\nCon la completa romanizzazione della regione, successiva alla guerra sociale, la presenza brettia sul territorio calabrese \u00e8 solo un ricordo, tuttavia ancora vivo in et\u00e0 bizantina quando, scrive Procopio di Cesarea, conquistata la regione, il suo nome attestato dai documenti ufficiali era ancora Bruttiorum, che successive modifiche linguistiche mutarono in Brettia o Brettan\u00eca.<\/p>\n<p>E\u2019 dunque nel periodo ricordato dagli studiosi del mondo antico come et\u00e0 ellenistica che alcuni gruppi Brettii \u2013 specificatamente Tuuriani \u2013 occuparono (con dinamiche insediative articolate e non ancora del tutto note) il territorio a sud del fiume Metauro, dal litorale alla zona aspromontana.<\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 poi una terza strada. Che parte da Rhegion, passa attraverso i territori dei Brettii, dei Lucani e dei Sanniti e arriva in Campania, dove si ricongiunge con la via Appia\u2026\u201d<br \/>\nStrabo, Geogr., V 1,7 C 283<\/p>\n<p>Prova inconfutabile della loro presenza in questo comprensorio territoriale \u00e8 la scoperta, in occasione delle indagini archeologiche sistematicamente condotte in localit\u00e0 Mella di Oppido Mamertina e sul pianoro su Taureana di Palmi , di diversi laterizi da costruzione su cui \u00e8 impresso l\u2019etnico dei Taureani al genitivo plurale.<br \/>\nIn entrambe le localit\u00e0 sono stati portati infatti alla luce due centri abitati riconducibili ad ambito culturale italico di cui, con il proseguimento degli scavi, si potr\u00e0 caratterizzare ulteriormente la tipologia insediativa, le eventuali differenze urbanistiche ed i reciproci ruoli. Per una nuova definizione cronologica circa i tempi di una prima occupazione brettia di questa fascia del territorio reggino, rivestono un posto importante gli scavi condotti a partire dalla fine degli anni \u201890 sul pianoro di Torre Cillea, in localit\u00e0 Castellaee di Oppido (gi\u00e0 nota per la scoperta di sepolture italiche) e quelli della struttura fortificata nella localit\u00e0 aspromontana di Palazzo, situata in prossimit\u00e0 del percorso di dorsale che collegava il versante tirrenico con quello ionico, posto sotto l\u2019influenza locrese.<br \/>\nCome spesso accade, mito e storia si confondono nel tentativo di ricostruire la vita del territorio di Palmi e dell\u2019intera area a sud del Metauros, aree per le quali la lettura e la corretta interpretazione delle fonti ad esse riferibili talora \u00e8 difficile anche per la lacunosit\u00e0 dei testi giunti fino a noi.<\/p>\n<p>Eracle (\u201ccolui cui fiera diede gloria\u201d), l\u2019eroe semidivino che attravers\u00f2 lo Stretto per raggiungere la Sicilia all\u2019inseguimento di uno dei buoi di Gerione e che, divenuto per le sue eroiche imprese, divinit\u00e0 particolarmente onorata dalle genti italiche, fu oggetto di culto nelle aree sacre situate ai confini di un territorio, come nel caso di Castellace; Oreste, figlio di Agamennone, colpevole dell\u2019assassinio della madre Clitemnestra, nel suo vagabondare alla ricerca della purificazione avrebbe raggiunto con la sorella Ifigenia, la chora reggina, fermandosi presso il fiume Pecoli, che segnava il confine tra il territorio di Rhegion e quello dei Tauriani, appendendo la sua spada ad un albero; Aurunci prima ed Achei dopo, al ritorno da Troia, avrebbero posseduto la citt\u00e0 di Taurianum.<br \/>\nQuesta parte del territorio calabrese, inserito a pieno titolo nei circuiti commerciali marinari fin dall\u2019et\u00e0 protostorica, \u00e8 paesaggisticamente caratterizzato da scorci affascinanti: distese di uliveti man mano che ci si addentra verso i contrafforti aspromontani; una flora molto ricca dove, complici anche i caratteri geomorfologici, si sono venute a creare \u201cmicrounit\u00e0 territoriali\u201d; mulini ad acqua e frantoi che ancora oggi, seppure in forma di manufatti degradati o ruderi, sono espressione di una societ\u00e0 contadina molto vivace e produttiva.<br \/>\nO ancora, scogliere rocciose a picco sul mare, intervallate da brevi tratti di litorale sabbioso, di difficile ancoraggio per le imbarcazioni che solcavano il mare bruzio, ricordato dalle fonti letterarie come un tratto di mare spesso tempestoso, per la presenza di Scilla e Cariddi:<br \/>\n\u201cCos\u00ec quando il maestrale sferza il mare bruzio e dalle profondit\u00e0 si gonfiano le onde, percosse le sue caverne geme Scilla e i marinai sul mare e nei porti temono ci\u00f2 che il rapace Cariddi rigetta dopo averlo ingoiato\u2026\u201d<\/p>\n<p>Sen., thyestes, 577-81<\/p>\n<p>\n<div class=\"ngg-galleryoverview 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tra gli arbusti, nascondono l\u2019ingresso di cavit\u00e0 frequentate dall\u2019uomo fin dall\u2019et\u00e0 eneolitica, come nel caso della Grotta San Sebastiano di Bagnara Calabra.<br \/>\nCaratteristici i Piani della Corona costituiti da terrazzi coltivati oggi come nell\u2019antichit\u00e0, visibilmente collegati tra loro e sede di piccoli insediamenti fin dall\u2019et\u00e0 protostorica, o centri abitati interni, come Seminara, dove la via delle Fabbriche (oggi pressoch\u00e9 abbandonata) testimonia l\u2019abilit\u00e0 dei maestri vasai moderni nel modellare l\u2019argilla, traendo ispirazione da iconografie antiche.<\/p>\n<p>Questo territorio \u00e8 stato martoriato, nel corso dei secoli, da un\u2019attivit\u00e0 sismica piuttosto frequente che, in alcuni casi, ha determinato la distruzione e il totale abbandono di diversi centri abitati, basti pensare al sisma del 1638 o a quello del 1783.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Territorio L\u2019area 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