{"id":185,"date":"2023-03-08T22:11:38","date_gmt":"2023-03-08T21:11:38","guid":{"rendered":"http:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/?page_id=185"},"modified":"2024-01-08T13:07:39","modified_gmt":"2024-01-08T12:07:39","slug":"il-periodo-brettio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/?page_id=185","title":{"rendered":"Il periodo Brettio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il periodo Brettio<\/strong><\/p>\n<p>Le ricerche condotte dalla met\u00e0 degli anni \u201890 hanno individuato sul pianoro di Taureana \u2013 frazione situata pochi chilometri a nord-ovest di Palmi \u2013 assi stradali, resti di strutture abitative, piani pavimentali, canalette di scolo, dolia per derrate alimentari riconducibili secondo gli archeologi ad un\u2019et\u00e0 compresa tra la seconda met\u00e0 del IV ed il I secolo a. C., secoli in cui dai dati stratigrafici, fondamentali per la interpretazione di uno scavo, risultano attestate diverse fasi di vita caratterizzate da modifiche funzionali e planimetriche dell\u2019organizzazione dell\u2019abitato.<\/p>\n<p>Il dato importante \u00e8 che nei secoli centrali di questo arco di tempo vi abitarono gli italici Tauriani, i quali, grazie ad un buon rapporto con i Romani, conquistarono un\u2019autonomia politico-amministrativa che permise loro di avere un proprio territorio, abbandonando la condizione di subordine nei confronti dei Reggini.<\/p>\n<p>Dei Tauriani scrive lo storico Livio, ricordandoli tra quei Brettii che nel 213 a. C. ritornarono alleati di Roma in occasione della guerra annibalica:<br \/>\n\u201ceodem tempore in Bruttiis ex duodecim populis, qui anno priore ad Poenos desciverant, Consentini et Tauriani in fidem populi Romani redierunt\u201d<br \/>\n(Liv., Ab urbe cond., XXV, 1, 2)<br \/>\nSalvatore Settis negli anni \u201880 sostenne l\u2019identificazione dei Tauriani ricordati da Livio come quelli che occuparono il territorio a sud del fiume Metauros: i risultati della ricerca scientifica tuttora in corso sono un ulteriore elemento a favore di tale tesi.<\/p>\n<p>L\u2019identificazione e la conseguente attribuzione di una scoperta archeologica ad una entit\u00e0 etnica, cos\u00ec come la sua definizione cronologica, sono legate ed individuabili attraverso le modalit\u00e0 e le caratteristiche delle tecniche costruttive usate, attraverso le tipologie degli oggetti ritrovati o grazie al fortunato &#8211; ma non frequente &#8211; rinvenimento di documentazioni epigrafiche: elementi che valutati nel loro complesso, unitamente ai dati di scavo (ulteriormente elaborati, grazie all\u2019impiego di diversi tipi di analisi) hanno permesso di ricostruire la vita ed i modelli insediativi nell\u2019antichit\u00e0.<\/p>\n<p>Identificare una cultura autoctona quale quella italica e la sua cultura materiale \u00e8 stato ed \u00e8 ancora oggi difficile perch\u00e9, fondamentalmente, gli Italici assorbirono la cultura italiota, vale a dire quella dei greci che fin dall\u2019et\u00e0 coloniale occuparono l\u2019Italia meridionale. Tale premessa vale anche per i Tauriani che abitarono a sud del fiume Metauros.<\/p>\n<!-- default-view.php -->\n<div\n\tclass=\"ngg-galleryoverview default-view \n\t\t\"\n\tid=\"ngg-gallery-009a2a9e3bcfc7c3716381953dd6403f-1\">\n\n\t\t<!-- Thumbnails -->\n\t\t\t\t<div id=\"ngg-image-0\" class=\"ngg-gallery-thumbnail-box \n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\" \n\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"ngg-gallery-thumbnail\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/abitatobrettio\/abitatobrettio.jpg\"\n\t\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\t\tdata-src=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/abitatobrettio\/abitatobrettio.jpg\"\n\t\t\t\tdata-thumbnail=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/abitatobrettio\/thumbs\/thumbs_abitatobrettio.jpg\"\n\t\t\t\tdata-image-id=\"5\"\n\t\t\t\tdata-title=\"abitatobrettio\"\n\t\t\t\tdata-description=\"\"\n\t\t\t\tdata-image-slug=\"abitatobrettio\"\n\t\t\t\tclass=\"ngg-simplelightbox\" rel=\"009a2a9e3bcfc7c3716381953dd6403f\">\n\t\t\t\t<img\n\t\t\t\t\ttitle=\"abitatobrettio\"\n\t\t\t\t\talt=\"abitatobrettio\"\n\t\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/abitatobrettio\/thumbs\/thumbs_abitatobrettio.jpg\"\n\t\t\t\t\twidth=\"240\"\n\t\t\t\t\theight=\"160\"\n\t\t\t\t\tstyle=\"max-width:100%;\"\n\t\t\t\t\/>\n\t\t\t<\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div> \n\t\t\t\n\t\n\t<br style=\"clear: both\" \/>\n\n\t\n\t\t<!-- Pagination -->\n\t\t<div class='ngg-clear'><\/div>\t<\/div>\n\n<p>Grazie alle scoperte ad oggi effettuate, tenendo conto anche del contesto territoriale di rinvenimento, sembrano indicatori di presenze italiche i cinturoni in bronzo, parte integrante dell\u2019armatura del guerriero italico, presenti nelle sepolture di un certo rango.<br \/>\nUgualmente tipico il corredo funerario costituito da oggetti in piombo quali coltelli, alari, spiedi riprodotti in scala che simboleggiano gli utensili di uso quotidiano per la cottura della carne o la presenza di vasellame bronzeo usato dai convitati durante il simposio.<br \/>\nNelle sepolture femminili \u00e8 documentata la presenza di fibule in argento necessarie a chiudere le vesti che costituivano l\u2019abbigliamento funebre delle donne appartenenti al ceto superiore.<br \/>\nIl vasellame ceramico da contesto funerario e da abitato presenta solitamente forme tipiche del repertorio italiota a figure rosse o con decorazioni sovradipinte nei tradizionali colori bianco, rosso e violaceo.<br \/>\nImportanti testimonianze in tal senso sono costituite dai rinvenimenti effettuati nel secolo scorso sul terrazzo di Torre Inferrata a Castellace, ricollegabili ad una necropoli brettia di IV secolo a. C. Ad oggi, invece, nulla si pu\u00f2 dire circa gli usi funerari dei Brettii che abitarono il pianoro di Taureana, poich\u00e9 non sono state messe in luce sepolture riconducibili a tale periodo storico.<\/p>\n<p>\u201cDopo questa vi \u00e8 la Brettia: poich\u00e9 la stessa \u00e8 molto prospera, il lavoro produce la tela per mantelli e vino ottimo e abbondante. Alla Brettia segue la Lucania regione prospera\u2026\u201d<br \/>\n(Expositio totius mundi et gentium, 54 Riese)<\/p>\n<p>\u201cDa una parte infatti avvenne che la montuosa Lucania offrisse in pagamento suini, dall\u2019altra che I Bruttii fornissero mandrie di buoi provenienti dai floridi allevamenti locali\u2026\u201d<br \/>\n(Cassiod., Var., XI, 39, 3)<br \/>\nDalle fonti storiche sembra tratteggiarsi un impegno quotidiano nella vita dei Brettii: allevatori e pastori, abituati a tagliare legna e lavorare nei boschi. Popolazioni forti dunque, non solo dedite alla guerriglia e al brigantaggio secondo quanto tramandato da una parte della tradizione letteraria (tra gli altri, Strabone e Diodoro) a loro ostile, che li identificava come schiavi fuggitivi, particolarmente rozzi, un tempo pastori dei Lucani.<\/p>\n<p>\u201cIl popolo suddetto ha ricevuto il nome dai Lucani: infatti questi ultimi chiamano &lt;Brettii&gt; i ribelli. Questi Brettii dunque, che prima erano dediti alla pastorizia ed al servizio dei Lucani, essendo poi divenuti liberi per l\u2019indulgenza dei loro padroni, si ribellarono\u2026\u201d<\/p>\n<p>(Strab. Geogr., VI 1, 4, C 255)<\/p>\n<p>Lo stile di vita dei Brettii \u2014 societ\u00e0 in cui la donna sembra ricoprisse un ruolo significativo \u2014 si confaceva alle caratteristiche del territorio a sud del Metauros, dove si sussegue una serie di terrazzi collinari, coltivabili fino a raggiungere l\u2019aspro, ma affascinante, Aspromonte, considerato un\u2019ulteriore risorsa economica per la ricchezza di legname e di pascoli che consentivano anche la produzione e la vendita del latte. I boschi aspromontani per i Brettii erano importanti anche per l\u2019estrazione e la vendita della pece.<\/p>\n<p>\u201cI Brettii occupano il territorio interno fra i Locresi ed i Reggini nel quale si produce la pece migliore e pi\u00f9 abbondante\u201d<br \/>\n(Chrestomathiae e Strabonis Geographicorum, VI 12)<\/p>\n<p>Questa resina vegetale era molto usata nell\u2019antichit\u00e0 per impermeabilizzare botti o contenitori, per la costruzione delle navi, per realizzare i calchi nella statuaria bronzea o ancora in oreficeria per fabbricare le lamine a sbalzo. Pura o come componente, la pece brettia veniva impiegata anche nella cosmesi, in campo medico (come attestato da Plinio il Vecchio, da Teodoro Prisciano o da Scribonio Largo nel suo volume di Ricette mediche) ed anche nel campo veterinario.<br \/>\nPlinio nell\u2019opera Naturalis Historia raccomanda in particolare l\u2019uso della pix Bruttia per i recipienti da vino e per sigillare i loro tappi (Plinio, N. H., XIV, 127; XIV, 135).<\/p>\n<p>Il prosieguo della ricerca archeologica potrebbe mettere in luce piccoli nuclei insediativi dispersi nell\u2019area occupata dai Brettii, tipici di questi gruppi italici, cos\u00ec come testimoniato dalle indagini effettuate nell\u2019area tirrenica settentrionale della Calabria.<\/p>\n<!-- default-view.php -->\n<div\n\tclass=\"ngg-galleryoverview default-view \n\t\t\"\n\tid=\"ngg-gallery-89cbe72a0b44ac7921db1c003e4407be-1\">\n\n\t\t<!-- Thumbnails -->\n\t\t\t\t<div id=\"ngg-image-0\" class=\"ngg-gallery-thumbnail-box \n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\" \n\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"ngg-gallery-thumbnail\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/saggi1_2004\/saggi1_2004.jpg\"\n\t\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\t\tdata-src=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/saggi1_2004\/saggi1_2004.jpg\"\n\t\t\t\tdata-thumbnail=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/saggi1_2004\/thumbs\/thumbs_saggi1_2004.jpg\"\n\t\t\t\tdata-image-id=\"6\"\n\t\t\t\tdata-title=\"saggi1_2004\"\n\t\t\t\tdata-description=\"\"\n\t\t\t\tdata-image-slug=\"saggi1_2004\"\n\t\t\t\tclass=\"ngg-simplelightbox\" rel=\"89cbe72a0b44ac7921db1c003e4407be\">\n\t\t\t\t<img\n\t\t\t\t\ttitle=\"saggi1_2004\"\n\t\t\t\t\talt=\"saggi1_2004\"\n\t\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/saggi1_2004\/thumbs\/thumbs_saggi1_2004.jpg\"\n\t\t\t\t\twidth=\"240\"\n\t\t\t\t\theight=\"160\"\n\t\t\t\t\tstyle=\"max-width:100%;\"\n\t\t\t\t\/>\n\t\t\t<\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div> \n\t\t\t\n\t\n\t<br style=\"clear: both\" \/>\n\n\t\n\t\t<!-- Pagination -->\n\t\t<div class='ngg-clear'><\/div>\t<\/div>\n\n<p>A differenza dei siti scelti solitamente dai Brettii per la fondazione dei loro centri (localit\u00e0 interne e pi\u00f9 facilmente difendibili, dove era possibile sfruttare al massimo le tradizionali fonti di sostentamento), i Tauriani che abitarono a sud dell\u2019odierno fiume Petrace scelsero anche un sito prospiciente il mare. Una scelta legata alla volont\u00e0 di controllare e partecipare pi\u00f9 facilmente ai traffici commerciali, probabilmente favorita dall\u2019esistenza di un porto che, secondo alcuni studiosi, aveva sostituito l\u2019approdo fluviale del Metauros non pi\u00f9 in uso.<br \/>\nUn caso particolarmente fortunato per l\u2019attribuzione al populus brettio dei Tauriani dell\u2019abitato sul pianoro Taureana e di quello di localit\u00e0 Mella \u00e8 il rinvenimento, nel corso delle ricerche, del loro etnico impresso sui laterizi e sui coppi delle canalette di scolo. I dati stratigrafici dello scavo di Mella permettono di datare la messa in opera della tubatura bollata lungo una delle strade, pavimentata in ciottoli fluviali, in una fase avanzata del II secolo a. C. I dati utili per Taureana collocano l\u2019obliterazione della fase d\u2019uso della canaletta con bolli alla fine del I secolo a. C.<\/p>\n<p>L\u2019avvio, negli anni \u201880, delle ricerche archeologiche in contrada Mella di Oppido ha fatto s\u00ec che l\u2019area indagata sistematicamente sia gi\u00e0 di discreta estensione, offrendo la possibilit\u00e0 di definire gli elementi caratterizzanti del centro italico dal punto di vista urbanistico.<\/p>\n<p>Si tratta di un impianto, distinto in due nuclei raccordati da un percorso naturale di dorsale, in uso dagli inizi del II secolo a. C. ai primi decenni del I secolo, preceduto da una pianificazione sistematica dell\u2019area, che necessit\u00f2 di opere di terrazzamento per la regolarizzazione del terreno. L\u2019abitato, organizzato secondo moduli planimetrici regolari, era attraversato dalle plateiai, assi stradali principali nord-sud, lungo i quali si affacciavano le abitazioni orientate est-ovest e raggruppate in isolati, i cui limiti erano definiti dagli stenopoi, assi stradali di minore larghezza. Un ambitus che suddivideva longitudinalmente l\u2019isolato permetteva il deflusso delle acque piovane dai tetti degli edifici.<\/p>\n<p>Le abitazioni, a pianta quadrata, presentano la tradizionale organizzazione degli ambienti, di cui non sempre i dati di scavo hanno definito la funzione, disposti attorno ad un cortile centrale. Le tecniche ed i materiali scelti per la costruzione delle case sono confrontabili con quelle gi\u00e0 note nell\u2019edilizia magno-greca di et\u00e0 ellenistica: per lo zoccolo di fondazione si utilizzarono ciottoli fluviali (la cui assisa superiore risultava talvolta regolarizzata da un piano di tegole frammentarie disposte orizzontalmente), per l\u2019elevato fu adoperato il mattone crudo; la copertura dei tetti era costituita da laterizi raccordati da coppi e sostenuta da travi lignee, come documenterebbe la grande quantit\u00e0 di tali manufatti ritrovati tra i crolli.<\/p>\n<p>L\u2019abitato brettio di Taurianum, allo stato della ricerca condotta con sistematicit\u00e0 a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201890 e tuttora in corso, \u00e8 stato individuato nel settore centrale del pianoro, ad ovest della linea ferroviaria.<\/p>\n<p>Sulla base dei dati acquisiti con le indagini, cos\u00ec come a Mella, il centro sembra rispondere agli stessi criteri di suddivisione ed organizzazione regolare degli spazi urbani fin dal suo primo impianto, cronologicamente compreso tra la fine del IV\/inizi III secolo a. C., secondo assi stradali ortogonali orientati nord-sud\/est-ovest.<\/p>\n<p>Uno degli assi nord-sud, di cinque metri di larghezza, riconducibile alla fase di pieno III secolo, \u00e8 stato messo in luce unitamente ad una serie di vani abitativi e canalette quadrangolari di scolo sul limitare ovest del pianoro, contraddistinto dalla presenza della torre cinquecentesca di avvistamento di Pietrenere.<\/p>\n<p>Le ricerche future serviranno per conoscere l\u2019estensione complessiva dell\u2019abitato brettio, oggi maggiormente indagato proprio lungo il limitare ovest, dove i moderni muri di terrazzamento, vengono realizzati dai contadini con materiali antichi di reimpiego, come frequentemente accade in aree archeologiche.<\/p>\n<p>Entrambi gli abitati brettii sembrano caratterizzati da diverse fasi costruttive, da una tipologia di edilizia privata che prevede nella disposizione dei vani il cortile al centro, dall\u2019utilizzo di alcune tecniche murarie simili come le murature a secco o quelle che prevedono anche l\u2019impiego di laterizi frammentari al fine di regolarizzare la muratura stessa.<\/p>\n<p>Strette somiglianze si riscontrano anche tra i materiali: ad esempio, tra le tipologie del vasellame acromo da cucina o in quelle del vasellame a vernice nera da mensa, o ancora tra le anfore da trasporto. Documentato l\u2019uso dei dolia, anche di grandi dimensioni, per conservare gli alimenti nei magazzini. A conferma che il prosieguo della ricerca archeologica sul pianoro di Taureana restituir\u00e0 testimonianze importanti per la storia del sito italico di Taurianum, le campagne di scavo dell\u2019estate del 2004 hanno messo in luce un tratto delle mura di cinta in blocchi calcarei isodomi dell\u2019abitato brettio di I secolo a. C., sul ciglio nord del pianoro, a qualche metro dai resti delle antiche case.<\/p>\n<p>Differentemente da quanto accade per l\u2019abitato di Mella, Taurianum vive fino alla seconda met\u00e0 avanzata del I secolo a. C., quando la presenza romana, divenuta ormai preponderante, ne fa uno dei suoi centri costieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il periodo Brettio Le ricerche condotte dalla met\u00e0 degli anni \u201890 hanno individuato sul pianoro di Taureana \u2013 frazione situata pochi chilometri a nord-ovest di Palmi \u2013 assi stradali, resti di strutture abitative, piani pavimentali, canalette di scolo, dolia per derrate alimentari riconducibili secondo gli archeologi ad un\u2019et\u00e0 compresa tra la seconda met\u00e0 del IV ed il I secolo a.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":177,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-185","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/185","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=185"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/185\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1129,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/185\/revisions\/1129"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/177"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}