{"id":189,"date":"2023-03-08T22:22:19","date_gmt":"2023-03-08T21:22:19","guid":{"rendered":"http:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/?page_id=189"},"modified":"2024-01-08T13:13:28","modified_gmt":"2024-01-08T12:13:28","slug":"leta-romana-e-bizantino-medievale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/?page_id=189","title":{"rendered":"L&#8217;et\u00e0 romana e bizantino-medievale"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;et\u00e0 romana e bizantino-medievale<\/strong><\/p>\n<p>Su questo bellissimo pianoro, dove le piante di ulivo con le loro foglie argentee catturano gli ultimi raggi di sole al tramonto creando particolari giochi di luce, la tradizione locale si confonde con la storia: l\u2019edificio templare di tipo italico infatti \u00e8 stato da sempre identificato dai locali come Palazzo di Donna Canfora.<\/p>\n<p>Una donna particolarmente bella, rapita mentre acquistava alla marina fini mercanzie e che, secondo la tradizione popolare, si gett\u00f2 nel mare dalla barca, voltandosi a guardare per l\u2019ultima volta il suo palazzo prima di essere portata via dai corsari, attratti dalla fama della sua bellezza.<\/p>\n<p>Il riferimento ai corsari \u00e8 un chiaro collegamento storico alla presenza degli infedeli saraceni, autori di numerosi e devastanti incursioni lungo il litorale tirrenico meridionale e nell\u2019area dello Stretto, a partire dal IX e fino a tutto il X secolo. Saraceni ricordati anche nel poema epico la Chanson d\u2019Aspremont per il violento scontro e la loro sconfitta ad opera di Carlo Magno in Aspromonte, dove il re cristiano uccise Almonte, figlio del re pagano Agolante, che aveva stabilito la sua base operativa militare a Reggio: \u201csulla grande montagna della Calabria si decidono le sorti della crisitianit\u00e0\u201d. Scorrerie ed invasioni che, stando alle notizie tramandateci dalle fonti, motivarono l\u2019abbandono delle coste a favore di aree collinari o interne maggiormente difendibili. E anche il centro di Tauriana, sede vescovile almeno dal VI secolo, fu abbandonato attorno alla met\u00e0 del X secolo.<\/p>\n<p>Il Barrio e il Marafioti nell\u2019XI secolo scrivevano che, distrutta la citt\u00e0 ad opera di saraceni, una parte dei taureanensi ed il loro vescovo si trasferirono a Seminara dove fu stabilita la sede vescovile, altri gruppi andarono a Calatrum, Opedum, Quinquefrondum ed in altri luoghi della regione. Un nucleo di cittadini potrebbe essersi stabilito ai piedi del monte Sant\u2019Elia, nella zona chiamata Cittadella, oggi parte del nucleo urbano.<\/p>\n<p>La ricerca archeologica pu\u00f2 dire ancora ben poco in merito: i livelli bizantino-medievali, nel corso degli scavi finora condotti nel territorio di Palmi, non sono stati ancora individuati, anche perch\u00e9 l\u2019interro dei resti rispetto al moderno piano di campagna \u00e8 minimo, in particolare sul pianoro e la roccia \u00e8 pressoch\u00e9 affiorante. I lavori agricoli, inoltre, non ne hanno certo favorito la conservazione.<\/p>\n<p>Per l\u2019et\u00e0 tardo-antica e medievale il centro di Tauriana viene ricordato da Guidone e dall\u2019Anonimo Ravennate tra le citt\u00e0 \u201ciuxta fretum quod dividit inter insulam Siciliam et Italiam\u2026 \u201d (Rav. Anonym., Cosmogr., IV 32).<br \/>\nUgualmente importante la segnalazione, lungo il percorso della via consolare Popilia, di Tauriana come attestato nel VI segmentum della Tabula Peutingeriana, copia di et\u00e0 medievale (XI-XIII secolo) di un itinerarium adnotatum et pictum di et\u00e0 romana, oggi conservata presso la Biblioteca Nazionale di Vienna. Sono invece maggiormente e pi\u00f9 ampiamente documentati i livelli romani.<br \/>\nPressoch\u00e9 continua sembra essere stata l\u2019occupazione del pianoro dal I secolo a. C. alla piena et\u00e0 imperiale, et\u00e0 di cui la testimonianza archeologica pi\u00f9 importante (anche per il suo stato di conservazione) \u00e8 la strada basolata che lo attraversa in senso sud-nord e che pu\u00f2 identificarsi con uno degli assi stradali principali dell\u2019abitato romano di Tauriana.<br \/>\nTra i ruderi elencati dal De Salvo ci sono \u201cspezzoni, quali pi\u00f9, quali meno estesi, di lastricato, fatto con grosse pietre di granito a poligoni irregolari\u2026 e per la loro disposizione, fanno chiaramente rilevare di essere appartenuti a diverse vie di Tauriana; tanto che per due di queste, si pu\u00f2 rintracciare la direzione\u2026\u201d<\/p>\n\n<div class=\"ngg-galleryoverview ngg-slideshow\"\n\tid=\"ngg-slideshow-7f95f793603d4e9568d910053bc7dde7-18003990970\"\n\tdata-gallery-id=\"7f95f793603d4e9568d910053bc7dde7\"\n\tstyle=\"max-width: 750px;\n\t\t\tmax-height: 500px;\n\t\t\tdisplay: none;\">\n\n\t\n\t\t<a href=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/rilievostrada\/rilievostrada.jpg\"\n\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\tdata-src=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/rilievostrada\/rilievostrada.jpg\"\n\t\t\tdata-thumbnail=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/rilievostrada\/thumbs\/thumbs_rilievostrada.jpg\"\n\t\t\tdata-image-id=\"9\"\n\t\t\tdata-title=\"rilievostrada\"\n\t\t\tdata-description=\"\"\n\t\t\tclass=\"ngg-simplelightbox\" rel=\"7f95f793603d4e9568d910053bc7dde7\">\n\n\t\t\t<img data-image-id='9'\n\t\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\t\talt=\"rilievostrada\"\n\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/rilievostrada\/rilievostrada.jpg\"\n\t\t\t\tstyle=\"max-height: 480px;\"\/>\n\t\t<\/a>\n\n\t\t\n\t\t<a href=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/rilievostrada\/rilievostrada_foto.jpg\"\n\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\tdata-src=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/rilievostrada\/rilievostrada_foto.jpg\"\n\t\t\tdata-thumbnail=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/rilievostrada\/thumbs\/thumbs_rilievostrada_foto.jpg\"\n\t\t\tdata-image-id=\"10\"\n\t\t\tdata-title=\"rilievostrada_foto\"\n\t\t\tdata-description=\"\"\n\t\t\tclass=\"ngg-simplelightbox\" rel=\"7f95f793603d4e9568d910053bc7dde7\">\n\n\t\t\t<img data-image-id='10'\n\t\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\t\talt=\"rilievostrada_foto\"\n\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/rilievostrada\/rilievostrada_foto.jpg\"\n\t\t\t\tstyle=\"max-height: 480px;\"\/>\n\t\t<\/a>\n\n\t\t<\/div>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno dei tratti stradali di cui scrive il De Salvo \u00e8 identificabile proprio con il basolato messo in luce per 50 metri dagli scavi archeologici della seconda met\u00e0 degli anni \u201890 ed il cui impianto pu\u00f2 ricondursi alla prima et\u00e0 imperiale. Sul suo lato orientale si sono conservate murature a livello di fondazione, impostate sulla roccia affiorante e pertinenti vani di edifici di cui sono stati rinvenuti lembi dei piani pavimentali in tessere musive bianche e nere. La conferma all\u2019ipotesi che il basolato proseguisse attraverso il pianoro in entrambe le direzioni \u00e8 stata data da una breve campagna di prospezioni meccaniche ed elettriche, unitamente a ricognizioni di superficie e saggi di scavo. Si pu\u00f2 ipotizzare il suo collegamento ad un nodo stradale principale, esterno all\u2019abitato e di raccordo con altre zone del territorio. Le segnalazioni passate e non controllate circa la presenza di sepolture su questo versante del pianoro potrebbero altres\u00ec far pensare all\u2019esistenza di una necropoli extraurbana o a piccoli nuclei, ubicati magari proprio lungo la strada. Con la completa romanizzazione della regione, successiva alla guerra sociale, la presenza brettia sul territorio calabrese \u00e8 solo un ricordo, tuttavia ancora vivo in et\u00e0 bizantina quando, scrive Procopio di Cesarea, conquistata la regione, il suo nome attestato dai documenti ufficiali era ancora Bruttiorum, che successive modifiche linguistiche mutarono in Brettia o Brettan\u00eca.<br \/>\n\u00c8 dunque nel periodo ricordato dagli studiosi del mondo antico come et\u00e0 ellenistica che alcuni gruppi brettii \u2013 specificatamente Tuuriani \u2013 occuparono con dinamiche insediative articolate e non ancora del tutto note il territorio a sud del fiume Metauro, dal litorale alla zona aspromontana.<\/p>\n<p>Resti murari relativi ad edifici monumentali riconducibili al centro romano di Tauriana sono ancora oggi visibili nell\u2019area del pianoro, dove, fra i rinvenimenti fortuiti del secolo scorso, vanno annoverati rocchi di colonna, frammenti di mosaici pavimentali e capitelli in marmo. Allo stato attuale degli studi, sembra che il pianoro fosse il cuore dell\u2019abitato sia per l\u2019et\u00e0 ellenistica che per quella imperiale, abitato il cui limite sud poteva pressoch\u00e9 coincidere con l\u2019area della Cripta di San Fantino, edificio di et\u00e0 romana utilizzato dal IV secolo come luogo di sepoltura del santo e, successivamente, destinato a luogo di culto, che ben presto divenne fulcro di un complesso ben pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>Il rinvenimento nel secolo scorso di deposizioni risalenti ai primi secoli dell\u2019Impero, unitamente ad altre ricollegabili invece al luogo di culto paleocristiano, sembrerebbe attestare che tale settore del pianoro fosse stato riservato nel tempo ad area di necropoli.<\/p>\n<p>Sempre per l\u2019et\u00e0 romana, la ricerca archeologica nella zona litoranea di localit\u00e0 Scin\u00e0, situata a nord degli abitati indagati sul soprastante pianoro, ha permesso di aggiungere un altro tassello alla storia di Palmi nell\u2019antichit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli scavi hanno infatti messo in luce strutture di piena et\u00e0 imperiale, alcune delle quali caratteristiche per la loro poderosit\u00e0 e per il tipo di materiali utilizzati per la loro costruzione: pietra lavica e pomice rossa.<\/p>\n<p>\n<div class=\"ngg-galleryoverview ngg-slideshow\"\n\tid=\"ngg-slideshow-158ae6637ab0e6ef730a68415762c11b-18696024370\"\n\tdata-gallery-id=\"158ae6637ab0e6ef730a68415762c11b\"\n\tstyle=\"max-width: 750px;\n\t\t\tmax-height: 500px;\n\t\t\tdisplay: none;\">\n\n\t\n\t\t<a 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moderna in contrada la Scala.<br \/>\nNella medesima contrada \u2013 il cui toponimo sembrerebbe indicare anche per il passato un collegamento diretto tra il soprastante pianoro ed il litorale \u2013 \u00e8 stata messa in luce parte di un edificio d\u2019et\u00e0 imperiale, per il quale \u00e8 documentata anche una fase d\u2019uso pi\u00f9 tarda, d\u2019et\u00e0 altomedievale.<\/p>\n<p>La concentrazione di strutture individuate in questo tratto di localit\u00e0 Scin\u00e0 farebbe pensare ad una zona densamente abitata.<\/p>\n<p>\n<div class=\"ngg-galleryoverview ngg-slideshow\"\n\tid=\"ngg-slideshow-e4886be32ed496f5d698904052092e36-2831869480\"\n\tdata-gallery-id=\"e4886be32ed496f5d698904052092e36\"\n\tstyle=\"max-width: 750px;\n\t\t\tmax-height: 500px;\n\t\t\tdisplay: none;\">\n\n\t\n\t\t<a 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contrada La Scala.<br \/>\nLe sepolture del tipo a inumazione \u2013 con corredi prevalentemente deposti all\u2019interno \u2013 cronologicamente inquadrabili in due diversi momenti (piena et\u00e0 imperiale ed et\u00e0 tardoantica), presentano un particolare interesse per la loro tipologia. Sembra, infatti, testimoniato l\u2019uso di segnacoli in muratura di forma parallelepipeda e anche del tipo a mezza botte, tipologie gi\u00e0 documentate per questi periodi in area mediterranea.<\/p>\n<p>Sono state rinvenute anche alcune epigrafi sepolcrali con la tradizionale formula funeraria D[is] M[anibus] che, gi\u00e0 all\u2019epoca dello scavo, non fu stabilito se fossero in giacitura originaria o riutilizzate.<\/p>\n<p>Nuovi elementi circa gli spazi riservati alle aree di necropoli lungo questo tratto nord del litorale li offre la recente scoperta di un gruppo di sepolture del tipo a cassa e cappuccina con corredi esterni ed interni alle deposizioni, di et\u00e0 imperiale-tardoantico. Sepolture che attestano, tra l\u2019altro, un rituale funerario ampiamente documentato altrove, ma, finora, non a Palmi: il versamento dei liquidi delle libagioni per il defunto attraverso il foro di un condotto costituito da coppi, visibile sul tetto della cappuccina.<\/p>\n<p>Tauriana viene ricordata in et\u00e0 tardo-antica quale sede vescovile e tra il VI e l\u2019XI secolo diversi furono i vescovi provenienti da questo territorio: tra questi Paolino, i cui monaci, fuggiti dal monastero alla venuta dei Longobardi, furono raccolti nel cenobio messinese di San Teodoro per volont\u00e0 di Gregorio Magno.<\/p>\n<p>Un dato archeologico molto importante \u00e8 la scoperta, nell\u2019area limitrofa e sottostante la chiesa ottocentesca di San Fantino e Santa Maria ab alto mari, di un edificio di culto triabsidato di et\u00e0 altomedievale. La sua ripresa in et\u00e0 successiva con modifiche planimetriche e la sovrapposizione di edifici di culto pressoch\u00e9 ininterrottamente fino ad et\u00e0 moderna attesta la valenza religiosa e simbolica di questo sito nei secoli.<\/p>\n<p>Gli scavi archeologici pi\u00f9 recenti, condotti anche all\u2019interno della chiesa ottocentesca sul lato orientale, hanno, tra l\u2019altro, permesso di mettere in luce alcune deposizioni maschili il cui posizionamento \u2013 ad un esame della planimetria complessiva del sito \u2013 li ricollega all\u2019edificio altomedievale.<\/p>\n<p>Uno dei caratteri costruttivi particolari dell\u2019edificio cultuale di et\u00e0 medievale \u00e8 il rispetto dell\u2019orientamento dell\u2019ambiente ipogeo di et\u00e0 romana adibito a luogo di sepoltura del santo; un\u2019altra curiosit\u00e0 costruttiva \u00e8 il reimpiego di laterizi bollati con l\u2019etnico dei Tauriani e con nomi greci nella costruzione dell\u2019ipogeo, che nel tempo sub\u00ec delle modifiche strutturali.<\/p>\n<p>Sono ancora oggi visibili sulla parete sud e su quella est della cripta resti di affreschi a disegni geometrici ed a soggetto religioso con figure di santi, quale quella di san Giovanni Crisostomo identificata grazie al suo nome dipinto o quelle possibili ad identificarsi con San Basilio e San Gregorio. Affreschi databili, sulla base di confronti, alla met\u00e0 dell\u2019XI secolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n<div class=\"ngg-galleryoverview ngg-slideshow\"\n\tid=\"ngg-slideshow-cf34ae015a07ed9acf027c0aa0b329c8-6728632430\"\n\tdata-gallery-id=\"cf34ae015a07ed9acf027c0aa0b329c8\"\n\tstyle=\"max-width: 750px;\n\t\t\tmax-height: 500px;\n\t\t\tdisplay: none;\">\n\n\t\n\t\t<a href=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/maschera\/maschera.jpg\"\n\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\tdata-src=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/maschera\/maschera.jpg\"\n\t\t\tdata-thumbnail=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/maschera\/thumbs\/thumbs_maschera.jpg\"\n\t\t\tdata-image-id=\"14\"\n\t\t\tdata-title=\"maschera\"\n\t\t\tdata-description=\"\"\n\t\t\tclass=\"ngg-simplelightbox\" rel=\"cf34ae015a07ed9acf027c0aa0b329c8\">\n\n\t\t\t<img data-image-id='14'\n\t\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\t\talt=\"maschera\"\n\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/maschera\/maschera.jpg\"\n\t\t\t\tstyle=\"max-height: 480px;\"\/>\n\t\t<\/a>\n\n\t\t<\/div>\n\n\n\n<p>Le fonti attestano che Tauriana era anche sede di diversi monasteri maschili e femminili; va, inoltre, ricordato che \u00e8 tra i siti archeologici calabresi che ha restituito le testimonianze pi\u00f9 antiche per l\u2019et\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p>Una epigrafe databile al IV secolo, rinvenuta al tempo di P. Orsi nell\u2019area del complesso di San Fantino, attesta il nome del vescovo pi\u00f9 antico di Tauriana: \u201cLeucosius episc[opus]\u2026\u201d<\/p>\n<p>Dagli inizi del X secolo le fonti non forniscono alcun dato di conoscenza sul territorio di Palmi e sulla sua organizzazione, la cui ultima menzione \u00e8 riconducibile al Bios di San Fantino del vescovo Pietro (met\u00e0 VIII secolo) che ricorda quanto la citt\u00e0 di Tauriana fosse stata famosa e come i suoi resti si conservassero ancora, su entrambe le rive del fiume Petrace.<\/p>\n<p>Solo nel XIV secolo si ritrovano documenti che ricordano Palmi con il nome di Palma. \u00c8 documentata infatti l\u2019esistenza del casale che, alla met\u00e0 del secolo successivo, viene ricordato come casale di Seminara e sar\u00e0 successivamente annoverato tra i feudi della famiglia Spinelli, citato nei documenti d\u2019archivio per la produzione olearia prima e per quella serica dopo.<\/p>\n<p>Dalla met\u00e0 del XVI secolo il centro \u00e8 ricordato con il nome di Carlopolis ed una medaglia, con la rappresentazione della citt\u00e0 fortificata unitamente alla legenda \u201cCarlopolis fundatio\u201d sul verso, ne celebra la fondazione.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 fortificata \u00e8 riprodotta nel bassorilievo celebrativo dell\u2019ingresso di Carlo V a Seminara, oggi conservato presso lo stesso comune.<\/p>\n<p>Nei secoli successivi, durante i quali Carlopoli \u00e8 ormai solo uno dei quartieri urbani, la citt\u00e0 s\u2019ingrandisce distinguendosi per la regolare organizzazione urbanistica; cambia definitivamente volto quando le disastrose conseguenze del terremoto del 1783 ne richiedono una sua completa riprogettazione, curata da Giovan Battista de Cosiron.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;et\u00e0 romana e bizantino-medievale Su questo bellissimo pianoro, dove le piante di ulivo con le loro foglie argentee catturano gli ultimi raggi di sole al tramonto creando particolari giochi di luce, la tradizione locale si confonde con la storia: l\u2019edificio templare di tipo italico infatti \u00e8 stato da sempre identificato dai locali come Palazzo di Donna Canfora.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":177,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-189","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/189","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=189"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/189\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1131,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/189\/revisions\/1131"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/177"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=189"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=189"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}