{"id":198,"date":"2023-03-08T23:04:18","date_gmt":"2023-03-08T22:04:18","guid":{"rendered":"http:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/?page_id=198"},"modified":"2024-01-08T13:40:48","modified_gmt":"2024-01-08T12:40:48","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/?page_id=198","title":{"rendered":"La Storia"},"content":{"rendered":"<p><strong>La Storia<\/strong><br \/>\nL\u2019antica Rhegion fu, dopo Cuma, la pi\u00f9 antica colonia greca fondata in Italia meridionale. Il sito dove fu fondata la citt\u00e0 era gi\u00e0 abitato da indigeni (gli Ausoni ricordati da Diodoro Siculo e gli Enotri citati da Dionigi di Alicarnasso e da Strabone), la cui presenza \u00e8 attestata dal rinvenimento di tombe in loc. Porto e lungo la vallata del Calopinace. Rhegion venne fondata poco dopo la met\u00e0 dell\u2019VIII sec.a.C. da genti calcidesi e messeniche; secondo il mito, fu l\u2019oracolo di Delfi ad indicare loro il luogo dove fondare la nuova citt\u00e0: \u201cLaddove l\u2019Apsias, il pi\u00f9 sacro dei fiumi, si getta nel mare, laddove, mentre sbarchi, una femmina si unisce ad un maschio, l\u00e0 fonda una citt\u00e0; (il dio) ti concede la terra ausone\u201d (Diod. VIII,23; Strab. VI, 1,6; Her.Lem., Cost. 25; Dion.Hal., Excerpta XIX,2)<\/p>\n<p>\n<div class=\"ngg-galleryoverview ngg-slideshow\"\n\tid=\"ngg-slideshow-3b3bb55a872beea396c308a0bd08832e-1312737110\"\n\tdata-gallery-id=\"3b3bb55a872beea396c308a0bd08832e\"\n\tstyle=\"max-width: 750px;\n\t\t\tmax-height: 500px;\n\t\t\tdisplay: none;\">\n\n\t\n\t\t<a href=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/figura-1\/Figura-1-scaled.jpg\"\n\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\tdata-src=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/figura-1\/Figura-1-scaled.jpg\"\n\t\t\tdata-thumbnail=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/figura-1\/thumbs\/thumbs_Figura-1-scaled.jpg\"\n\t\t\tdata-image-id=\"52\"\n\t\t\tdata-title=\"Figura-1-scaled\"\n\t\t\tdata-description=\"\"\n\t\t\tclass=\"ngg-simplelightbox\" rel=\"3b3bb55a872beea396c308a0bd08832e\">\n\n\t\t\t<img data-image-id='52'\n\t\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\t\talt=\"Figura-1-scaled\"\n\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/figura-1\/Figura-1-scaled.jpg\"\n\t\t\t\tstyle=\"max-height: 480px;\"\/>\n\t\t<\/a>\n\n\t\t<\/div>\n\n\nRhegion visse un periodo di grande prosperit\u00e0 tra il VI e gli inizi del V sec. a.C., quando fu sottomessa al governo tirannico di Anassila. Egli fece di tutto affinch\u00e8 Reggio diventasse grande e potente; si alle\u00f2 con Terillo di Imera e con i Messeni che si erano stanziati a Zancle ed allest\u00ec un\u2019armata per limitare il predominio sul mare dei Tirreni.<br \/>\nNel 480 a.C. Anassila, schieratosi assieme ai Cartaginesi contro i tiranni Ippocrate di Gela, Terone di Agrigento, Gelone e Ierone, fu sconfitto ad Imera e costretto a sottomettersi a Siracusa. Dopo la sua morte, nel 476 a.C., il cattivo governo dei suoi due figli, uno tiranno di Rhegion e l\u2019altro di Messena, spinse il popolo a scacciarli decretando anche la fine della tirannide nelle due citt\u00e0.<br \/>\nDopo lo scoppio della guerra del Peloponneso, Rhegion offr\u00ec la propria alleanza ad Atene, insieme a Messene, contro i Siracusani, che invece appoggiavano Sparta. Dopo anni di sanguinose battaglie, nel 424 a.C. il concilio di Gela sanc\u00ec di nuovo la pace. Ma la tranquillit\u00e0 per Rhegion dur\u00f2 poco. Alla fine del V sec. a.C., infatti, iniziarono a farsi sempre pi\u00f9 pressanti le mire espansionistiche del tiranno siracusano Dionisio, il quale inizi\u00f2 a sottomettere tutte le pi\u00f9 potenti citt\u00e0 siciliane fino a giungere a Messene. Dopo ci\u00f2, rivolse la sua attenzione a Rhegion che, dopo un anno di resistenza, fin\u00ec col soccombere. La citt\u00e0 fu annessa a Siracusa e considerata di primaria importanza per la sua posizione strategica. Alla morte di Dionisio, il figlio Dionisio II ribattezz\u00f2 Reggio Febea e la ricostru\u00ec. Nel 351 a.C., finalmente, Reggio scacci\u00f2 il presidio del tiranno, liberandosi dal dominio di Siracusa.<br \/>\nNel 280 a.C. entr\u00f2 nell\u2019orbita del potere romano fino a quando, nell\u201989 a.C., fu trasformata in municipium. In et\u00e0 augustea Reggio, ribattezzata Rhegium Iulii, divenne colonia militare e vi fu stanziato un presidio di veterani.<br \/>\nReggio rimase comunque, durante tutto il periodo romano, un municipio amministrato da Quadrumviri quinquennali e fu considerata, anche per la sua posizione, una delle citt\u00e0 pi\u00f9 importanti dell\u2019Italia meridionale, tanto che, nel IV secolo, fu residenza del governatore (corrector) della Lucania e del Bruzio.<br \/>\nAl tempo delle invasioni barbariche sub\u00ec il saccheggio dei Visigoti di Alarico nel 410 e, durante la guerra greco-gotica, l\u2019assedio degli Ostrogoti di Totila nel 549. Nel 536 fu conquistata dalle truppe bizantine e rimase sotto il loro dominio per pi\u00f9 di cinque secoli, diventando capitale del ducato di Calabria.<br \/>\nDal IX secolo, Reggio fu oggetto di incursioni e razzie da parte degli Arabi e nel 901, per un breve periodo, fu occupata da un drappello di saraceni. Proprio per fronteggiare la minaccia araba, i Bizantini fecero erigere alcuni kastra (detti anche motte) nell\u2019entroterra reggino.<br \/>\nNel 1060 la citt\u00e0 fu conquistata dai Normanni capeggiati da Roberto il Guiscardo. Nel 1267, poi, dopo la morte del re svevo Manfredi, Reggio pass\u00f2 sotto la signoria degli Angioini, sotto i quali inizi\u00f2 a vivere un periodo di grave crisi sociale ed economica a causa della notevole pressione fiscale e delle continue guerre.<\/p>\n<p>Nel 1433 fu conquistata dal re aragonese Alfonso il Magnanimo, che la incorpor\u00f2 nel regno di Napoli. Unica testimonianza monumentale dell\u2019epoca post-bizantina sono i resti del c. d. Castello Aragonese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Storia L\u2019antica Rhegion fu, dopo Cuma, la pi\u00f9 antica colonia greca fondata in Italia meridionale.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":196,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-198","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=198"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1147,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/198\/revisions\/1147"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/196"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}