{"id":226,"date":"2023-03-08T23:25:22","date_gmt":"2023-03-08T22:25:22","guid":{"rendered":"http:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/?page_id=226"},"modified":"2024-01-08T13:23:22","modified_gmt":"2024-01-08T12:23:22","slug":"le-fasi-pregreche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/?page_id=226","title":{"rendered":"Le fasi pregreche"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le fasi pregreche<\/strong><\/p>\n<p>Dalle genti indigene alla civilt\u00e0 dei Greci.<br \/>\nLe notizie relative ad attestazioni di vita sul pianoro vibonese, in et\u00e0 preistorica, sono nelle opere di alcuni scrittori dell\u2019Ottocento e dei primi anni del Novecento, che riportano informazioni relative al rinvenimento a Vibo Valentia di \u00abstazioni litiche\u00bb che risalgono molto probabilmente ad et\u00e0 neolitica. Le zone interessate dai rinvenimenti sono Trappeto Vecchio (dove, successivamente, sono state scavate le mura di et\u00e0 greca) e la contrada Telegrafo (sito di uno dei santuari hipponiati). Conferma dell\u2019insediamento neolitico, sul pianoro in questione, \u00e8 la presenza, abbastanza generalizzata, di ossidiane, selci e schegge di quarzo, nella necropoli della citt\u00e0 greca, rinvenuta nel corso degli anni ed in varie localit\u00e0 dell\u2019abitato moderno. Materiali relativi ad una facies pi\u00f9 tarda, risalente all\u2019et\u00e0 del Bronzo recente (XIII-XII sec. a. C.), sono stati rinvenuti, sempre durante lo scavo della necropoli in contrada Affaccio, in una tomba che presentava due corredi distinti: uno databile al VI sec. a. C., l\u2019altro risalente al XIII-XII sec. a. C., costituito da una spada ed un coltello in bronzo, quest\u2019ultimo ritualmente spezzato ed entrambi posti alla sinistra dell\u2019inumato. Per spiegare il perch\u00e9 oggetti cronologicamente cos\u00ec distanti coesistano nella stessa sepoltura, gli studiosi hanno pensato che l\u2019impianto del sepolcro di et\u00e0 greca abbia distrutto una tomba preesistente; il rispetto per il defunto avrebbe determinato la deposizione del corredo pi\u00f9 antico accanto a quello del morto pi\u00f9 recente. Ad ogni modo, sia l\u2019associazione spada-pugnale (usato in questo caso come arma di offesa piuttosto che come utensile), rara in Italia, ma diffusa Oltralpe ed in Europa centrale, sia la tipologia dei materiali attestano strettissimi legami con il Nord in diversi campi della vita culturale: quello dell\u2019armamento, quello della produzione metallurgica, quello del rituale funebre e delle credenze religiose.<\/p>\n<p>Il pianoro vibonese.<br \/>\nAlla luce dei dati che abbiamo finora a disposizione, sul pianoro vibonese non \u00e8 stata rinvenuta alcuna traccia di vita risalente all\u2019et\u00e0 paleolitica. Almeno per il momento, sembra che il sito della citt\u00e0 antica non sia stato abitato dalle genti di quella facies laddove, invece, nel territorio del Poro, sono segnalate alcune stazioni del Paleolitico Superiore e del Mesolitico: precisamente in localit\u00e0 Punta Saf\u00f2 fu rinvenuta, mediante la raccolta di materiali di superficie, una stazione del Protoaurignaziano (tra i 40 ed i 30 mila anni fa). Resti riferibili al Paleolitico Inferiore, Medio e Superiore sono stati di recente individuati a Torre Galli, nel sito dell\u2019abitato protostorico ed, infine, la presenza di due stazioni dello stesso orizzonte \u00e8 stata segnalata sul Monte Poro. Il pianoro sembra invece pienamente partecipe della vita e della cultura neolitica, perfettamente inserito in un territorio dove abbonda l\u2019ossidiana \u2013 il vetro vulcanico, per la maggior parte proveniente dalle Eolie \u2013 che in questa zona \u00e8 sparsa un po\u2019 dappertutto. La grande abbondanza di questo materiale, che, talvolta associato alla ceramica impressa tipo Stentinello, si addensa soprattutto in prossimit\u00e0 dei luoghi di approdo, testimonia l\u2019intenso commercio marittimo di questo prodotto con le regioni adriatiche, attraverso la mediazione di Sicilia e Calabria.<\/p>\n<p>\n<div class=\"ngg-galleryoverview ngg-slideshow\"\n\tid=\"ngg-slideshow-2bb1fa38a7ac95ecb8bb7e35e9a624bc-9692225090\"\n\tdata-gallery-id=\"2bb1fa38a7ac95ecb8bb7e35e9a624bc\"\n\tstyle=\"max-width: 750px;\n\t\t\tmax-height: 500px;\n\t\t\tdisplay: none;\">\n\n\t\n\t\t<a href=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/spada\/spada.jpg\"\n\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\tdata-src=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/spada\/spada.jpg\"\n\t\t\tdata-thumbnail=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/spada\/thumbs\/thumbs_spada.jpg\"\n\t\t\tdata-image-id=\"117\"\n\t\t\tdata-title=\"spada\"\n\t\t\tdata-description=\"\"\n\t\t\tclass=\"ngg-simplelightbox\" rel=\"2bb1fa38a7ac95ecb8bb7e35e9a624bc\">\n\n\t\t\t<img data-image-id='117'\n\t\t\t\ttitle=\"\"\n\t\t\t\talt=\"spada\"\n\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/wp-content\/gallery\/spada\/spada.jpg\"\n\t\t\t\tstyle=\"max-height: 480px;\"\/>\n\t\t<\/a>\n\n\t\t<\/div>\n\n\nSpada in Bronzo risalente al XIII-XII sec. a. C.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sembra evidente, in questa fase, l\u2019esistenza di stretti rapporti culturali tra Vibo ed ambienti settentrionali, mentre sul territorio circostante sono evidenti contatti socio-economico-culturali con l\u2019Egeo. II pianoro su cui sorger\u00e0 la citt\u00e0 greca era diventato, per l\u2019et\u00e0 in esame, un punto di arrivo di correnti culturali di origine centro-europea. Materiali della prima et\u00e0 del Ferro furono rinvenuti negli strati pi\u00f9 profondi dello scavo in localit\u00e0 Scrimbia, dove fu scavata un\u2019area sacra che conferma la convivenza tra centri coloniali e centri indigeni, gi\u00e0 riscontrata nei vicini siti di Torre Galli e Mesiano. \u00c8 lo stesso pianoro, gi\u00e0 alla fine del VII sec. a. C., che vedr\u00e0 l\u2019insediamento dei Locresi che, fondando la citt\u00e0 greca, assicureranno alla colonia madre un prezioso sbocco economico-commerciale sul Tirreno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le fasi pregreche Dalle genti indigene alla civilt\u00e0 dei Greci.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":224,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-226","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/226","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=226"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/226\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1138,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/226\/revisions\/1138"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/224"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sabap-rc.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}