Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia

Bova

Bova

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Bova, posta in posizione egemone sul sistema delle vallate delle fiumare Amendolea e Palizzi, è il centro più importante dell’Area Grecanica o, appunto, Bovesía, ovvero una porzione di territorio nella parte più meridionale della Città Metropolitana di Reggio Calabria, che dalle cime dell’Aspromonte degrada a sud sino al Mar Jonio e che conserva le manifestazioni identitarie, materiali e immateriali, della minoranza linguistica dei Greci di Calabria. Tra tutti i centri appartenenti all’area, Bova, insieme a Gallicianò e Roghudi, è quello dove, grazie alla posizione interna, solo oggi facilmente raggiungibile, si sono meglio conservati la lingua greca in una forma dialettale, detta greco di Calabria, e le testimonianze identitarie ad essa legata, quali la produzione artigianale, la tradizione orale e la ritualità di alcuni eventi religiosi e festivi.

Il centro storico è adagiato sul declivio di un’altura isolata ed è dominato dai ruderi del castello normanno che ne ha costituito il nucleo generatore; si presenta con un aspetto suggestivo risultante dal rapporto imprescindibile tra assetto edilizio, struttura urbana e caratteri del sito: nell’insieme un’unità visuale di particolare bellezza paesaggistica grazie anche al fascino della natura aspra e selvaggia dei paesaggi del Parco Nazionale dell’Aspromonte nel quale è immerso. L’abitato si sviluppa su strette stradine ed è ingentilito da palazzetti signorili (Nesci, Mesiani, Mesiani Mazzacuva) arricchiti da decorazioni di lesene, cornici, mensole e importanti portali d’ingresso, e da edifici religiosi, tra i quali emerge, nella parte alta, la Cattedrale di Santa Maria dell’Isodía del XVI secolo.

La posizione eccezionalmente panoramica in virtù dell’altitudine offre visuali aperte verso la vallata, dall’entroterra di Palizzi agli immediati dintorni di Gallicianò, Roccaforte e San Lorenzo; da qui lo sguardo segue la fiumara Amendolea ripida e stretta a monte, ampia e più dolce a valle, fino al mare, comprendendo un ampio arco costiero, con l’orizzonte dominato dall’Etna.

La tutela del centro storico di Bova, quindi, ha lo scopo di preservare correttamente sia l’unitarietà visuale dell’organismo urbano – un tempo garantita dalla cinta muraria lungo la quale si susseguivano le torri di guardia a difesa delle porte urbane – con la peculiare connotazione del paesaggio, da e verso il borgo, sia la memoria e cultura identitaria grecanica, materia e immateriale, di cui questa comunità è custode.

Nel caso di Bova il valore testimoniale del centro, oltre a riferirsi a singoli manufatti – palazzi, chiese, brani urbani, percorsi, elementi del sistema fortificato – è relativo anche alla morfologia e alle suggestioni dell’insieme che gli attribuiscono una singolare e immediata riconoscibilità, oltre che visibilità dai centri e territori limitrofi.

Ultimo aggiornamento

1 Dicembre 2025, 13:38